DEBITO PUBBLICO

sabato 21 gennaio 2012

ACQUA: L'IDEALE NON E' “IN HOUSE”

Il 18 Gennaio si è svolto a Saronno un incontro organizzato dal Comitato Acqua, al quale erano presenti autorità comunali, membri di partiti e rappresentanti del Movimento 5 stelle della provincia. All'ordine del giorno la risoluzione del consiglio provinciale del 20 Dicembre 2011 che ha decretato all'unanimità la creazione di una società "in house" per la gestione dell'acqua pubblica.
Fortunamente le privatizzazioni del governo Monti non hanno coinvolto, con l'approvazione dell' Art.20 in tema di privatizzazioni, la gestione dell'acqua.
Dal dibattito è emerso scarso interessamento da parte della classe politica provinciale rispetto all'argomento, prova ne è la creazione di una società ibrida, che non da totale garanzia per il futuro, nel rispetto del quesito referendario. A quanto pare si è costituita una società di diritto privato a totale capitale pubblico che gestirà (e non possiederà le reti) il servizio idrico, denominata "in house".
La soluzione proposta da alcuni sindaci della Provincia e dall'Acqua Bene Comune - Comitato della Provincia di Varese a quanto pare non aggrada il consiglio provinciale che invece di costituire un'Ente di diritto pubblico (quindi trasparente e partecipativo nei confronti dei cittadini) opta per un'Ente di diritto privato (seppur a totale capitale pubblico) in quanto sembrerebbe meno difficoltoso dal punto di vista della gestione.....dei dipendenti pubblici!
ATTUALMENTE la gestione del servizio sarà INTERAMENTE pubblica, ma se la gestione "in house" dovesse rientrare nei vincoli del Patto di Stabilità a cui sono sottoposti i sindaci dei 141 comuni di cui è composta la Provincia di Varese, per non mettere in crisi i bilanci di questi ultimi, POTREBBERO OPTARE per la vendita del 40% (mezzo gara) delle quote di gestione a privati. Per rispettare appieno la volontà popolare che si è espressa con il referendum noi preferiremmo che si creassero "aziende speciali" o "società consortili".
Per scongiurare qualsiasi tipo di profitto e di logiche speculative, per quanto ci riguarda chiederemo al nostro comune di far integrare nel proprio statuto il seguente articolo:
  • Riconoscere il “diritto umano all'acqua”, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano universale, indivisibile, inalienabile e di riconoscere lo status dell’acqua come bene comune pubblico;
  • Confermare il principio della proprietà e della gestione pubblica del servizio idrico integrato ribadendo che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà;                             
  •  Riconoscere che il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti con pari dignità umana, la cui gestione va attuata attraverso gli Artt. 31 e 114 del D. Lgs n. 267/2000.”.
In un comune dove la percentuale dei favorevoli all'abrogazione del quesito referendario sull'acqua ha raggiunto quasi il 95% crediamo sia doveroso che il consiglio comunale accolga queste richieste nel rispetto della volontà popolare.

Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Stay tuned...

Nessun commento:

Posta un commento